GIOVANNI BATTISTA COTTA

un poeta tendasco

Giovanni Battista Cotta (Tenda, 20 febbraio 1668 – San Dalmazzo di Tenda1 maggio 1738) è stato un presbitero scrittore italiano.

Nato a Tenda, da GB Cotta e da Giulia Chianea, due famiglie di antichissima origine tendasca,  studiò dalla prima infanzia la poesia, improvvisando in versi in latino e italiano. Nel 1682 a soli 17 anni prese i voti ed entrò negli agostiniani della diocesi di Genova. Nel 1695 venne mandato a insegnare all'Università di Firenze come professore di logica. Amico degli accademici dell'Arcadia. Dopo esser passato a Roma esser diventato vicario del suo ordine nel 1733 andò nella diocesi di Ventimiglia nel convento di San Dalmazzo di Tenda, nei pressi della sua città natale. Morì il 31 maggio 1738. La sua opera maggiore è Dio, sonetti ed inni, di lui il Muratori affermò che il Cotta fu uno dei maggiori letterati del secolo XVII.[2]. Esiste inoltre un'importante opera manoscritta, la "Spiegazione in prosa et in versi" del biblico "Cantico dei cantici". Nel 1879 il comune di Tenda li dedicò una targa nella sua casa natale.

A Foligno nel 1725, fu impegnato per qualche lezione espositiva, e poi per due recensioni da pubblicarsi nel “Giornale dei letterati d’Italia”

Ma trasferito al convento di Fermo,di cui è stato nominato priore, e dolendosi di goder poca salute e che poco gli conferisca l’aria del luogo, Cotta promette di scrivere almeno gli articoli per il Giornale nella natia Tenda, in cui, per ristabilirsi fisicamente, aveva meditato di ritirarsi

Ma non riesce a mantenere l’impegno.

 

Riacquistate le forze torna nuovamente in Umbria, dove sarebbe vissuto ancora sette anni prima di ritornare definitivamente in patria e riprende la sua attività letteraria

Lasciata Foligno nell’autunno del 1733, avendo ricevuto l’ultimo tributo dall’Umbria con un’iscrizione apposta sulle pareti della reggenza di Sant’Agostino in Perugia, Cotta si ritira definitivamente nella natia Tenda, nel convento di S.Dalmazzo di Tenda, dove morirà settantenne il 31 maggio del 1738, dove è tuttora sepolto.

 

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